WIRED raccoglie il sasso
Sono totalmente sincero anche se non completamente onesto!
(proprio in questo istante ho capito che sincero ed onesto possono essere due cose diverse)
Non mi aspettavo che Wired pubblicasse il mio commento sull’articolo riguardante il doping cerebrale. Lo ‘avevo sperato ed infatti avevo scritto, sfidandoli, che non l’avrebbero mai fatto, ma ero anche stato assai offensivo nei confronti del Direttore, anche da un punto di vista personale. Non mi fa onore ma ero molto arrabbiato soprattutto per il modo in cui avevano presentato ed impaginato gli articoli.
La risposta che il Direttore mi ha dato, però, non mi soddisfa. Non la reputo onesta! La considero una giustificazione, una difesa anche un po’ improvvisata e poco limpida, perchè scritta da persone che si occupano di comunicazione, da addetti ai lavori che conoscono le regole del gioco.
Da chi fa comunicazione mi aspetto sicuramente un’attenzione al contenuto, ma anche rispetto alla forma,
la cosiddetta cornice in cui è inserito il contenuto.
Si potrebbe obiettare che “l’abito non fa il monaco”, ma trattandosi altresì di avvertimento ha proprio l’obiettivo di delegittimare la sua eventuale benedizione.
Così è anche per chi scrive…insomma l’abito conta.
Ecco perchè non condivido affatto l’obiezione rivolta a chi ha criticato, come me, l’articolo sulla moda delle assunzioni di droga per aumentare l’efficienza cerebrale.
Siamo stati accusati di esserci limitati ad osservare il dito e di aver perso di vista la luna. Invece è proprio la luna che guardavamo. Nessuno nega il problema che difatti esiste e reputato anche grave. Me portarlo alla ribalta nelle forma che ha usato Wired pone la sua redazione in una possibile duplice posizione; O non si è tenuto conto della forma per “inconsapevolezza” e quindi si è colpevoli di superficialità, ed in quanto comunicatori si è in qualche modo poco preparati, oppure è stato fatto con attenzione e volontà, ma questo peggiora sicuramente la situazione poichè pone la rivista in una posizione manipolatoria e di malafede. Personalmente ritengo che dietro questo grave comportamento ci sia semplicemente una volontà commerciale relegata non a chissà quale orizzonte cospirazionista di multinazionali faramceutiche ma bensì un molto più banale interesse a vendere più copie attraverso grafica accattivante ed impaginazione alla moda, a scapito di una maggiore attenzione alla veicolazione di contenuti.
Purtroppo quando si è operatori della comunicazione è impossibile rimanere neutrali, anche facendo contorsionismi e salti mortali, che almeno wired allora dimostri di avere il coraggio di schierarsi apertamente. Con l’inchiostro ci si sporca le mani…sempre…mostratele alla luce del sole ed ammettete semplicemente il vostro errore di valutazione… dovessimo davvero pensare male a multinazionali generose.