E’ morto il re! viva il re!
Questo era il saluto alla morte del sovrano. Con il caso Alitalia di morti sul campo ce ne sono parecchi e sembra che tanti non aspettassero altro. Bazoli adesso avrà modo di accompagnare Passera alla porta, come molti si aspettano, ed anche Air one è un airone dalle ali molto ferite. D’altronde ci vogliono far credere che è colpa della gente che lavora, come pilot, assistenti di volo e quant altro, se il piano è fallito, dimenticandosi di che tipo di proposta veniva fatta: cioè comprare solo gli asset di Alitalia senza debiti con quattro spiccioli. Adesso le persone con un po’ di sale nella zucca sanno benissimo che il fallimento rappresenta un grande rischio ma anche una grande opportunità. Che si facciano avanti i compratori veri, quelli che stanno alla finestra, operatori del settore che conoscono il mercato e non furbetti dell’ultim’ora. Che escano fuori le magagne reali sulla gestione sconsiderata di Alitalia perpetrata per anni, insomma che i veri responsabili di tutto questo scempio paghino davvero (?). Ma io non voglio parlare di Alitalia lo farà a breve la Gabbanelli su Report, voglio parlare proprio dela stampa e della Gabbanelli stassa.
E’ stata attaccata da Grillo, considerata una prezzolata del potere, il tutto per lanciare la sua esegesi sull’informazione fatta dalla gente, quella libera veramente che viaggia sulla rete.
Sicuramente io sono d’accordo con il fatto che l’informazione venga usata per fini manipolatori, concordo anche con il fatto che grandi gruppi di potere controllino le principali testate giornalistiche e televisive, ma non condivido un attacco diretto verso una persona come Milena Gabbanelli che nonostante tutto e soprattutto le difficoltà che indubbiamente ha a trattare alcuni argomenti, porta avanti da anni, insieme alla sua redazione, inchieste che molto hanno scoperchiato dei problemi del nostro Paese, suscitando le ire di tanti potentati e faciendieri, cosa che le ha causato innumerevoli denuncie. Sfido chiunque a vivere con una quantita di cause e denuncie come la Gabbanelli. Allora prima di sparare nel mucchio perchè non informarsi meglio, oppure è questa l’informazione che promuove Beppe Grillo, un ‘informazione a me sembra anch’essa con un certo intento manipolatorio.
Non si può pensare ingenuamente che tutto quello che circola sulla rete sia immacolato e limpido, frutto di persone illuminate. L’informazione è come un arma. E’ vero oggi le armi più grandi sono in mano probabilmente a persone che le usano per difendere i loro interessi, ma professare una fede indefessa sull’informazione che viene dal basso è come consegnare le armi ai bambini.
La base di ogni cambiamento sociale sta nel sapere inteso più come conoscenza che informazione
Bisogna prima di tutto fornire alla gente gli strumeti per il discernimento