giornalismo o pressapochismo?

foto da l’Espresso
Grande scandalo, L’Espresso titola “velenitaly” giocando sul nome della fiera Vinitaly appena aperta, ma leggendo l’articolo nella sua interezza si scopre che si parla di tutto e di niente e guarda caso lo si fa a ridosso dell’apertura della fiera e delle elezioni. A qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso sorge la domanda: “a chi giova tutto questo?”
L’unica notizia che troviamo nella famigerata inchiesta, io mi vergognerei a chiamarla tale, soprattutto se pensiamo al rigore che contraddistingueva le inchieste dei grandi giornalisti del nostro paese e non voglio citare nomi volutamente, è il fatto che esista un inchiesta giudiziaria in corso riguardo la produzione di vino poi commercializzato a basso costo in fiasco o tetra-pack nella grande distribuzione e che questa inchiesta sia partita dal sequestro di prodotto di una cantina di Veronella, cantina che era già stata coinvolta anni fa nel caso del vino al metanolo.
Questo è tutto. Adesso mi dovete spiegare che cosa c’entra il Vinitaly in tutto questo, che cosa c’entra la produzione delle grandi cantine e delle grandi etichette dei vini italiani, quelle in bottiglia che vengono esportate a livello internazionale, quelle che rappresentano un vanto per la nostra nazione e che rappresentano un polmone enorme per la nostra economia. Dietro queste aziende ci sono persone che lavorano da anni nel settore, con fatica, dedizione, intere famiglie, centinaia di migliaia di dipendenti per non parlare di tutto l’indotto.
Ancora una volta, da un’apparente piccola cosa che non dovrebbe avere nulla a che fare con la politica, sorge il dubbio che il mestiere del giornalista sia peggiorato molto qualitativamente. Eppure la comunicazione è fondamentale in un paese che si voglia definire libero e democratico. Ma come ci si può fidare di gente che molte volte scrive rispondendo ad interessi altri, non avendo come fine ultimo quello di informare la gente comune, anzi nel caso specifico verrebbe da dire, facendo finta di voler informare la gente ma di fatto manipolando l’opinione pubblica. Eppure ci dovrebbe far pensare molto quello che è successo per l’aviaria, per la mucca pazza, per le mozzarelle adesso per completare il quadro manca solo un bella puntata del dr.House o di CSI su un caso di avvelenamento da brunello o sassicaia