L’Argentina non e’ solo una terra ma un luogo dell’anima
Il posto dove il nostro cuore incontra lo spazio ed il vento
Passione, speranza ma anche indolenza e pigrizia
l’Argentina che ho visto io e’ fatta di lunghe carrellate su strade senza fine, di guance rosse e bambini spettinati, di luce limpida e a volte accecante, questo pero’ e’ solo l’inizio, adesso aspetto che mi abbracci ancora come una dolce amante, forte come una coppa di vino tinto, intima come passo di tango.
Argentina
Posted in FILOSOFEGGIANDO con i tag 2012, anima, argentina, politica, terra on 6 Ottobre 2009 by maxartibaniWIRED raccoglie il sasso
Posted in COMUNICARE con i tag cervello, doping, Riccardo Luna, ritalin, wired on 23 Settembre 2009 by maxartibani
Sono totalmente sincero anche se non completamente onesto!
(proprio in questo istante ho capito che sincero ed onesto possono essere due cose diverse)
Non mi aspettavo che Wired pubblicasse il mio commento sull’articolo riguardante il doping cerebrale. Lo ‘avevo sperato ed infatti avevo scritto, sfidandoli, che non l’avrebbero mai fatto, ma ero anche stato assai offensivo nei confronti del Direttore, anche da un punto di vista personale. Non mi fa onore ma ero molto arrabbiato soprattutto per il modo in cui avevano presentato ed impaginato gli articoli.
La risposta che il Direttore mi ha dato, però, non mi soddisfa. Non la reputo onesta! La considero una giustificazione, una difesa anche un po’ improvvisata e poco limpida, perchè scritta da persone che si occupano di comunicazione, da addetti ai lavori che conoscono le regole del gioco.
Da chi fa comunicazione mi aspetto sicuramente un’attenzione al contenuto, ma anche rispetto alla forma,
la cosiddetta cornice in cui è inserito il contenuto.
Si potrebbe obiettare che “l’abito non fa il monaco”, ma trattandosi altresì di avvertimento ha proprio l’obiettivo di delegittimare la sua eventuale benedizione.
Così è anche per chi scrive…insomma l’abito conta.
Ecco perchè non condivido affatto l’obiezione rivolta a chi ha criticato, come me, l’articolo sulla moda delle assunzioni di droga per aumentare l’efficienza cerebrale.
Siamo stati accusati di esserci limitati ad osservare il dito e di aver perso di vista la luna. Invece è proprio la luna che guardavamo. Nessuno nega il problema che difatti esiste e reputato anche grave. Me portarlo alla ribalta nelle forma che ha usato Wired pone la sua redazione in una possibile duplice posizione; O non si è tenuto conto della forma per “inconsapevolezza” e quindi si è colpevoli di superficialità, ed in quanto comunicatori si è in qualche modo poco preparati, oppure è stato fatto con attenzione e volontà, ma questo peggiora sicuramente la situazione poichè pone la rivista in una posizione manipolatoria e di malafede. Personalmente ritengo che dietro questo grave comportamento ci sia semplicemente una volontà commerciale relegata non a chissà quale orizzonte cospirazionista di multinazionali faramceutiche ma bensì un molto più banale interesse a vendere più copie attraverso grafica accattivante ed impaginazione alla moda, a scapito di una maggiore attenzione alla veicolazione di contenuti.
Purtroppo quando si è operatori della comunicazione è impossibile rimanere neutrali, anche facendo contorsionismi e salti mortali, che almeno wired allora dimostri di avere il coraggio di schierarsi apertamente. Con l’inchiostro ci si sporca le mani…sempre…mostratele alla luce del sole ed ammettete semplicemente il vostro errore di valutazione… dovessimo davvero pensare male a multinazionali generose.
L’arte del doppiaggio
Posted in COMUNICARE on 29 Marzo 2009 by maxartibaniE’ vero in Italia esistono i doppiatori più bravi al mondo! Non è solo una questione tecnica, o di stile. Il motivo che li contraddistingue è il cuore, la passione, l’amore per questo lavoro estenuante.
Ho intrapreso un corso di doppiaggio, si svolge in tre livelli e non è detto che riuscirò a superarli, ma il solo entrare a contatto con questa realtà mi ha, senza esagerare, cambiato la vita.
Il doppiatore non è semplicemente un attore, certo fare l’attore non è affatto semplice, ma è colui che trasemtte tutte le sfumatore delle emozioni e della recitazione di altri attraverso esclusivamente la propria voce.
Lo studio delle sfumatura di una battuta, l’attenzione agli sguardi per riprodurre l’esatta intensità emotiva, i cambi di ritmo, di timbro, di tonalità, sono solo alcuni degli aspetti alchemici che fanno parte di questa esperienza. Un ‘esperienza da riportare nella vita quotidiana, ci mette a confronto con i propri limiti, con le porprie paure emotive, ci fa porre un’attenzione quasi maniacale ai dettagli. Questa in fondo è la chiave per la realizzazione di qualsiasi progetto, questa intensità, questa passione, questa naturale esaltazione di gioia che avviene quando la tua voce…finalmente si incolla all’attore e trasmette esattamente quell’emozione
moriremo tutti di sete?
Posted in FILOSOFEGGIANDO con i tag acqua, legge, millennio, politica, privatizzare, tremonti on 8 Marzo 2009 by maxartibani
Sulla rete circola un allarme che riguarda la privatizzazione dell’acqua ed il rischio che questo comporterebbe.
a scanso di qualsiasi equivoco questo è il link della legge a cui si fa riferimento legge 133 art. 23bis 6 agosto 2008 http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
Io voglio approfondire la motivazione che porta il Governo a compiere questi passi, più che altro la logica che lo spinge ed aggiungere qualche valutazione filosofica.
E’ dal 1994 con la legge del 5 gennaio che avviene una svolta significativa in Italia per quanto riguarda l’organizzazione delle risorse idriche.
http://www.corpoforestale.it/eventi/acqua2002/approfondimenti/acquainitalia8.htm
Lo spirito di riorganizzazione è dovuto a due motivazioni di fondo. La diffrenza profonda delle strutture di sfruttamento idrico tra nord e sud Italia, i costi proibitivi (per il nostro Paese) di gestione e manutenzione degli acquedotti.
Visto che in sede di Comunità Europea si era deciso di dare contributi a quelle strutture che si fossero preso il carico della gestione dell’acqua (insomma acquedotti, manutenzione degli stessi ecc.) e che lo Stato non poteva più permettersi di sostenere i costi, oltre a tutti gli interessi privati e “mazzettari” che questo poteva far scaturire in ambito politico ecco che si procedeva verso la privatizzazione della gestione idrica, come degli altri servizi di utilità pubblica.
Si arriva così alla legge del 2008 in cui vengono di fatto autorizzate le gare di affdamento a privati di tali servizi compreso quello idrico. E’ chiaro che questa gestione deve essere regolamentata da una serie di vincoli e di fatto lo è primo fra tutti la libera accessibilità alle risorse da parte di tutti i cittadini, insomma non si diventa proprietari delle fonti, ma concessionari della gestione. Questo genera sicuramente una serie di dubbi sull’applicazione reale poi della legge, visto che siamo in Italia ed i precedenti storici sulle gestioni delle cose per lo meno non sono limpide, ma comunque bisogna a volte almeno essere fiduciosi nell’opera di controllo del Garante (che è previsto) e delle associazioni dei cittadini che possono costituirsi per controllo.
Il problema però per me è di fondo ed è sulla strutturazione della società che stiamo creando. Una società in cui i servizi vengono privatizzati, significa di fatto sottomettere agli interessi economici servizi che uno Stato dovrebbe garatire a prescindere. Essendo Uno Stato risultato di un contratto sociale quindi basato su un meccanissmo di dare ed avere scegliere di affidare a terzi la gestione infrastrutturale della comunità significa pensare a breve termine e non in termini evolutivi della società.
Campagne di presa di coscienza sul consumo dell’acqua, favorire la partecipazione decisionale della comunità sono solo due delle iniziative che si potrebbero intraprendere. Perchè ad esempio non creare allora un pubblic company per la gestione dell’acqua di uno specifico territorio in cui i suoi abitanti sono anche azionisti della soietà di concessione? Ci potremmo riappropriare del meccanismo utilizzando gli stessi mezzi.
Ho solo lanciato il sasso…senza nascondere la mano
Max Artibani
Malika Ayane
Posted in ONDE RADIO con i tag malika ayane, musica, sanremo, sugar on 7 Marzo 2009 by maxartibaniLa conoscevamo soprattutto per “sospesa”, adesso si è presentata a Sanremo con il suo nuovo singolo scritto da Giuliano Sangiorgi(Negramaro). Io l’ho intervistata e sono stato rapito dalla sua gioia di vivere e dalla sua allegria. Dalla sua voce ero già rapito da tempo. I sogni si possono realizzare. ci muoviamo quotidianamente nella nostra vita, con i nostri pensieri e preoccupazioni con la speranza sempre di trovare conferme ad un pensiero che nascondiamo in fondo al nostro cuore: “i sogni si possono realizzare!”. Siamo alla ricerca di questo. Malika è una conferma, lei stessa me lo ha rivelato, di sentirsi proprio così, “una ragazza a cui hanno appena regalato un sogno….pensa oggi mentre ero in metropolitana mi hanno riconosciuto e mi hanno fatto i complimenti…è stato bellissimo”. Ci credo, questo è il momento più bello, in cui si può ancora andare in giro in metropolitana. Malika ha studiato in conservatorio violoncello e poi si è dedicata al canto, il suo amore originario, adesso grazie alla Sugar della Caselli si sta affermando musicalmente ed è uno di quei casi, purtroppo rari, in cui Sanremo può essere un vero trampolino di lancio. In bocca al lupo Malika la tua voce “arancione e speziata” (Paolo Conte) spero che ci accompagni spesso come colonna sonora della nostra vita.
decisione che reputo fondamentale
Posted in NOTETEMPO on 24 Febbraio 2009 by maxartibaniPurtroppo ho sempre scritto poco sul mio blog e questo certo non mi fa onore, il mio problema fondamentale è sempre stata la pigrizia, tante cose sempre da dire, ma a volte, troppo spesso, è più semplice ipnotizzarsi davanti alla televisione con i pensieri che veloci scorrono nella mente. Da oggi ho preso una decisione. Non affronterò più temi politici o di pura attualità, ho deciso mi occuperò solo di musica, arte, cinema, tutti argomenti che apparentemente non c’entrano nulla con quello che ci accade intorno, si potrebbe dire frivoli. Ovviamente non lo sono, qualcuno disse che la bellezza salverà il mondo, ebbene la bellezza si nasconde nei posti più impensati e l’arte in tutte le sue forme ne è il più grande testimone.
Oggi ho intervistato Pau dei Negrita, un gruppo musicale che ha sempre inseguito il proprio sogno fin dal lontano 1985.
La loro più grande capacità è stata quella di avere la sensibilità di cogliere il mood del tempo che viviamo dandoci la musica e le parole che ci permettono di capire sempre qualcosa in più di noi stessi e questa è prerogativa dei grandi musicisti, di coloro che con la musica non solo trasmettono emozioni ma anche se stessi.
Pau mi ha detto “che il vero cambiamento dovrebbe partire da altro, ma la musica sicuramente aiuta a comunicare emozioni che ci aiutino a risvegliarci”
Anch’io lo credo come credo che questo sia il compito fondamentale dell’arte in genere.
vi lascio al loro ultimo video: Radioconga
perchè?
Posted in FILOSOFEGGIANDO on 4 Gennaio 2009 by maxartibani
io sono un ingenuo, si sicuramente lo sono, me lo dico da solo lo so, d’altronde penso semplicemente a quello che sta succedendo. Lo faccio seduto davanti al mio computer con la mia tazza di the verde, convinto che possa allontanare di qualche tempo il deperimento organico del mio corpo. Lo faccio mentre i miei figli litigano ancora per il loro animaletto di pezza, lo faccio tra le mie quattro mura. Eppure in un altro luogo del mondo ci sono persone a cui le loro quattro mura sono state spazzate via, in una notte, mentre domivano. Hanno sentito un rumore d’aereo in lontananza, un sibilo sordo, poi il silenzio, magari non hanno sentito nulla, stavano sognando, si trovavano in un altro luogo ed un altro spazio e lì semplicemente sono rimasti. Questo ci rende meno pesante alla coscienza accettare l’orrore, ma l’orrore rimane comunque e l’orrore più grnade che resta depositato come polvere incrostata in fondo alla nostra anima è il fatto che dobbiamo fare uno sforzo per ascoltare il suono di quel dolore. Perchè noi siamo ingenui, non capiamo la politica internazionale, non capiamo le regole della guerra, della difesa dei territori, dei rapporti politici tra paesi. Sono un sempliciotto magari anche un po’ retorico perchè non capisco la questione palestinese, visto?, diventa una questione come la questione di dove passeremo le vacanze, o la questione se è meglio mangiare carne o pesce, o la questione Adriano all’Inter. Siamo circondati da questioni ed in questo sovraccarico ognuno si limita a pensare alle proprie. Scrissi del progrom di Novembre oggi scrivo dei bombardamenti a Gaza. Il dolore è lo stesso, il primo era per non dimenticare, questo è pe rimanere con gli occhi aperti..anche se la notte è scura. Le persone sono le stesse, qualcuno si risentirà, ma io sono ingenuo, penso così, che le persone siano uguali, stessi occhi, stesse mani, stesso cuore, stessi sogni: vivere sereni, in pace e salute. Cambiano solo le maschere, i ruoli, chi è la vittima , chi è il tiranno, rimane solo un unica verità in questo teatro macchiato di sangue, che vengono uccise delle persone e soprattutto dei bambini. Oggi Israele deve avere il coraggio di guardarsi allo specchio e dirsi siamo stati noi, le mani sporche di sangue umano sono le nostre ed io che sono un ingenuo mi chiedo semplicemente perchè?
iniziamo bene…
Posted in FAVOLE E FIABE on 3 Gennaio 2009 by maxartibanie’ cominciato il 2009. Abbiamo passato la nostra nottata tra gli amici o in famiglia, alcuni forse sono rimasti soli a riflettere sull’anno passato ed hanno espresso speranze per questo a venire. La televisione continua a parlarci di crisi, crisi politica, crisi econimica, crisi meteorologica, crisi dei giovani, dei valori, della società. noi però non siamo la televisione, noi siamo le persone che hanno in mano il telecomando, siamo le persone che si incontrano, che parlano, che cercano di capire, che desiderano, che sognano, questa è la nostra forza. Tutta questa grande illusione trasmessa attraverso uno schermo cessa immediatamente di esistere se improvvisamente noi non ci siamo più. Basta pagare il nostro tributo a questo specchio deformante. Il mio non è un appello a spegnere la tv, è il suggerimento a credere di più in noi stessi, nella realizzazione dei nostri desideri. Dando loro energia, mettendoci sentimento ed azione questi si materializzano e ogni materializzazione cambia il nostro mondo nonstante le cornacchie gracchianti che raccontano solo la mancanza.
Il dolore esiste nessuno vuole negarlo, ma nel dolore abbiamo l’opportunità di scegliere di andare avanti come se fosse l’oppotunità per rafforzare il nostro spirito e la nostra caparbietà, altrimenti ci lasciamo andare verso l’abbrutimento della mancanza.
questo 2009 è l’anno dell’opportunità, sediamoci in un luogo comodo e scriviamo i nostri desideri ed i nostri impegni, così facendo stiamo dando il nosro contributo alla trasformazione del sistema Mondo.
ciao max
Il Pogrom di Novembre
Posted in FILOSOFEGGIANDO on 10 Novembre 2008 by maxartibani
Detta anche la notte dei cristalli è l’inizio ufficiale della deportazione degli ebrei, un momento della NOSTRA storia che risale a 70 anni fa ma che non è poi così lontano. Ovviamente mi riferisco non esclusivamente all’antisemitismo strisciante nella cultura europea, troppo semplice, troppo banale, fin troppo preoccupante.
E’ la banalità del male che mi preoccupa, il suo essere abitudine quotidiana, nascosto nei gesti semplici e nelle emozioni di ogni singolo giorno, di ogni singolo momento. Quando siamo in fila al semaforo e siamo infastiditi da chi bussa la nostro finestrino, quando abbiamo paura dell’altro che ci cammina di fronte, quando esigiamo sicurezza, quando non abbiamo il coraggio di affrontare i problemi e deleghiamo qualcuno che lo faccia per noi e via dicendo.
Quello che terribilmente ci sovrasta, come ha ricordato la Arendt, è la completa inconsapevolezza di cosa significhino le nostre azioni.
Finchè non avremo la forza d’animo e di corpo di essere responsabili non solo di quello che facciamo ma anche di quello che diciamo e pensiamo, rimarremo ad aspettare un Capo che non saremo noi, un dio, un’astronave, un duce.
Per questo che voglio ricordare quella notte, per raccontare il mio pensiero e cioè che ogni notte della nostra vita potrebbe essere ancora quella notte se solo ci lasciamo scivolare addosso la vita e non ci carichiamo oggi del peso della Storia che stiamo facendo
De Andrè: “Anche se vi credete assolti…siete comunque coinvolti”
Se non fai il bravo ti metto in punizione!
Posted in FILOSOFEGGIANDO con i tag berlusconi, Gelmini, manifestazioni, politica, scuola on 31 Ottobre 2008 by maxartibaniA parte la strumentalizzazione politica che sicuramente esiste, questo che si sta manifestando nelle piazze è uno scontro generazionale. Si potrebbe obiettare che tutte le manifestazioni studentesche rappresentano uno scontro generazionale, ma qui c’è di più.
Il contrasto è “filosoficamente” generazionale perchè si fronteggiano persone con idee, desideri, necessità, possibilità, modelli diversi.
Nelle parole stesse del premier si comprende la profondità di questo scontro, “si stanno prendendo decisioni con l’intelligenza del buon padre di famiglia” ha detto, è interessante osservare che la stessa frase è recitata anche nei contratti di locazione degli immobili, ma qui non si tratta di prendere in affitto un paese ne di imporre la propria decisione di tornare a casa prima di mezzanotte al proprio figlio adolescente, per chi lo avesse dimenticato si tratta di governare un paese.
Forse oggi qualcuno si è reso conto che vuole contare più di prima, ha preso coscienza del fatto che non si può passivamente accettare qualsiasi decisione venga dall’alto senza essere coinvolti nel processo decisionale e questo scaturisce dopo anni di passività generalizzata.
Per questo io non condivido la strumentalizzazione di un’opposizione che fino a ieri è stata coinvolta nel medesimo progetto di depauperazione sociale e politica, non possono essere gli stessi gli attori che fino al giorno prima hanno condotto un paese fino al bivio del berlusconismo, quelli che adesso si mettono davanti gli striscioni di una protesta che non è solo contro il decreto Gelmini, ma contro un modello sociale e politico. Questo Governo in forma piramidale con un gerarca, dei luogotenenti e alcuni sergenti ubbidienti, adoperando al scusa della risoluzione dei problemi si sta dimenticando completamente di ascoltare le istanze di tutti i cittadini che dovrebbe governare. Ma io non credo in un’alternativa politica (per lo meno non ancora) Il Parlamento in questo momento è un centro anziani abbandonato a se stesso, credo invece nella forza di un movimento soprattutto di idee che si ponga come obiettivo quello di pensare un modello di società nuova. Non siamo stupidi sappiamo cose è la paura perchè siamo generazioni che hanno vissuto fin dalla loro infanzia il senso della mancanza di futuro e abbiamo capito bene che in realtà anche dietro questa crisi economica si nasconde la crisi del modello ideologico americano (l’impero sta crollando) ma tutti hanno paura di ammetterlo, perchè non hanno alternative, serpeggia l’orror vacui. Ecco perchè questo è lo scontro tra generazioni, tra padri impotenti che cercano di imporsi con l’autoritarismo e figli non solo ribelli ma più consapevoli che cercano di costruirsi un presente perchè di futuro ormai è anche troppo tardi per parlarne


